La Fat - Bike

A cura di Alfredo Colombo

Gennaio 2015

Il fenomeno delle fat bikes, pedalare sulla neve…

A cura di Alfredo Colombo
Socio AIM


Stiamo parlando dell’ultima diavoleria yankee, le fat bikes, quelle mountain bikes dalle ruote grasse, talmente grasse che pedalare diventa puro gioco.
Il fenomeno delle fat bikes   non è nuovo. Nasce qualche tempo addietro grazie alla geniale intuizione mista a fantasia di un gruppo di tecnici/ciclisti  del Minnesota  
Però qualche detrattore attribuisce invece i natali ad alcuni artigiani dello stato dell’Alaska che decisero di creare le fat bikes per consentire di pedalare sulla neve nei rigidissimi inverni.
Sta di fatto che partendo in sordina le fat bikes ben presto iniziano a popolare negli States  per l’estrema poliedricità nelle condizioni più estreme su fondi davvero impraticabili per qualsiasi altra bicicletta.

 
DIVERTIMENTO PER ORIZZONTI INFINITI
Se credete di aver visto di tutto nel mondo mountain bikes e nulla più vi impressiona allora dobbiamo contraddirvi.
Trovarsi di fronte ad una fat bike è un’esperienza unica che produce degli effetti collaterali alla stregua di un virus contagioso.
Sulle prime pensi che sia una bike inutile. Torni a casa, ti immergi nella solita routine con la solita bike. Ascolti i tg, gli inverni si fanno rigidi, nevica e le uscite in bici diventano immaginarie. E’ da allora che inizi a realizzare che un desiderio “fun” cresce di intensità dentro di te. Il desiderio di cambiare aria, di ricalibrare la tua vita ciclistica orientando la lancetta sul divertimento, pedalare senza assilli, provare nuove esperienze, compresa quella di “galleggiare” su neve o sabbia.
E’ da allora che il “morbo” inizia a farsi strada inesorabilmente, turba i sogni finché in un raptus di sana follia ti alzi dal divano esclamando “voglio la cicciona!”. Gli effetti saranno due: o sei su una fat bike o divorzi. Noi la risposta la conosciamo già.
Scherzi a parte, non ci si trova di fronte a telai monoscocca in carbonio o  telai in titanio. Tutto si ridimensiona per ora su un livello totalmente differente. Lo sguardo va subito sulle ruote, cosi strane e atipiche, ma catalizzatrici di desideri.
Ti chiedi come si comporti la bici, cosa sia possibile fare o dove andare. E’ da allora che la motivazione assume l’intensità ideale per fare il salto definitivo.
 
Tirare fuori il completo invernale e pedalare sugli stessi sentieri, ma innevati è come pedalare al buio con i faretti. Tutto cambia, compresi i riferimenti a cui sei abituato.
Il rotolamento delle coperture, il farsi spazio tra i cumuli di neve, la granitica direzionalità dell’avantreno senza il rischio di prender sotto o la grande trazione sono solo alcune delle peculiarità delle ruote fat.

se invece della neve prediligi la sabbia allora stupirai gli amici presentandosi alla partita di beach volley in fat bike è quanto di più strabiliante tu possa offrire. Attento, potresti anche non fermarti e lasciare la tua squadra senza un giocatore, perché il gusto di pedalare sulla sabbia prende il sopravvento.
Fin qui abbiamo “esaltato” il lato fun e specialistico delle fat bikes, ma non cadete in errore di considerarle delle bikes specialistiche. Tuttaltro.
Il diametro delle ruote, grazie alla spalla decisamente corposa, raggiunge i 29”. Questo fa sì che la fat bike all’occorrenza diventi una rapida e poliedrica 29er a tutti gli effetti.
O magari al posto di coperture tassellate puoi scegliere se montare una coppia  di fat tires slick  per trasformare la “cicciona” in una motard a pedali,
Ma lo scenario che più affascina è l’adventure touring. Sempre più bikers decidono di organizzare viaggi in solitaria o in piccoli gruppi in fat bike grazie alla possibilità di pedalare su superfici che penalizzerebbero non poco le bici tradizionali.
 Ecco che allora luoghi come il parco di Denali in Alaska o le lande desertiche della steppa, o ancora le traversate trans-mongoliche o i passi dolomitici e alpini diventano mete da conquistare, da vivere
Per fare tutto ciò esiste una sola medicina che si chiama fat bike ..ma Purtroppo dobbiamo prendere atto che questa medicina produce dipendenza ed è con enorme piacere che non possiamo che consigliare caldamente di assumerne sempre di più.
Sta di fatto che le moderne fat bikes scoprono il lato più intimo il lato fun della mountain bike. Il lato votato al divertimento più puro. E se lo diciamo è perché abbiamo visto l’espressione di chi è sceso dalle ciccione. .  al FAT BIKE TEST  di BAZENA organizzato dall’AIM in collaborazione con Cicli Colombo di magnago  ha avuto un notevole successo tanto da sentire dire perché non organizzare un campionato bike invernale .
Infatti la Fat bike è stata anche equipaggiata con la nuova antenna per bike e scooterdog  Ri.Do  e quindi anche testata come anteprima  bikejoring invernale.
 
 
PER QUALSIASI INFORMAZIONE SULLA FAT BIKE

Referente
Alfredo Colombo